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Lettera S Mia - Stefania - Giuseppe

  LETTERA A UN BURATTINO   Samira mi domanda perché hai scelto lei come il tuo burattino. Vedi, Samira, tu mi diverti, io posso immaginarti, tu viaggi, tu sei antica e sei moderna, tu hai una storia e so che sei creativa. Allora ti posso raccontare le tue stesse avventure, ma sta attenta: posso anche dire bugie.  Quando ero bambina dicevo che dire bugie era avere fantasia o, meglio, avere immaginazione. Ti ho fatto viaggiare, Samira, perché avevo voglia di vedere posti differenti e anche disegnarli, immaginarli, sentirli, e incontrarmi con personaggi incredibili, fuori dal tempo e fuori dalle pagine dei libri.  Volevo, per te, inventare personaggi e per questo ti ho messo in un tempo di parecchi secoli fa; e poi ti ho fatto riapparire in questo secolo e in un luogo determinato, e il luogo é stato Parigi perché Parigi è stata la città di cui mi sono innamorata a prima vista, molti anni fa, nel mio primo viaggio in Europa. Così ti ho mandato a Parigi, e perché un po’ r...

Lettera T 2: Stefania - Giuseppe - Federico - Celo - Gabriella - Mia

  LABORATORIO DI SCRITTURA – LETTERA T2 Autrice: Stefania BAMBACE TRAMONTO Data: 25 Gennaio 2024 Eccola, ci siamo, é arrivata anche oggi. Da oltre 50 anni le giornate di agosto muoiono sempre alla stessa ora. Almeno in questo luogo. Le mie postazioni sono anche rimaste le stesse: la riva, la spiaggia, l‘angolo del terrazzino, il balcone in alto. A volte per assistere allo spettacolo mi sono spostata più su, sulla collina, dove i due piloni di ferro, i guardiani moderni che hanno scalzato via i mostri di Scilla e Cariddi, si guardano e a quest’ora danno il via al loro fraseggio d‘amore. Sono salita diverse volte in alto, per vedere il mare tutto intero ed anche al di là, oltre una strisciolina di costa, ed assaporare così un tramonto in ampiezza ma non é mai stato un appostamento quotidiano.  É in un perimetro ben definito e in precisi punti di osservazione che i miei tramonti vengono a trovarmi, non sono io a recarmi da loro. Sanno sempre come parlarmi ed ogni sera aggiun...

Lettera G Federico - Mia - Stefania - Giuseppe - Celo - Gabriella

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   Guglielmo Autore: Federico Guglielmo gestiva nel paese di Arco, vicino al lago di Garda, una piccola  locanda che aveva chiamato “Guglielm'Hotel”. Era un posto strano: alle pareti non c'erano attaccapanni, ma gli ospiti  potevano appendere gli abiti a delle frecce conficcate nei muri.  Gugliemo offriva sempre ad ogni pasto delle mele. Forse anche per questo  motivo, la sua locanda era spesso frequentata da mogli insoddisfatte di medici.   Giovane Autrice: Mia Ero una Giovane vedova di 42 anni con due figli adolescenti. Mai finivo di essere madre, mai uscivo dal mio lavoro.  Le ore di notte erano il miglior momento per lavorare tranquilla su quel mio tavolo da disegno cosparso di carte, di penne e pennarelli, di regole e di appunti.  A volte c’era un disco dietro di me quasi in sordina con la adorata musica dei Beatles. Nella notte tracciavo linee di prospettiva o progettavo un bagno o una cucina e, incredibilmente, c’era un amico sconosci...